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Corso di Laurea Triennale in Scienze Vivaistiche, Ambiente e Gestione del Verde

Indagine sul settore vivaistico ornamentale in Toscana - 2016

Indagine sul settore vivaistico ornamentale in Toscana - 2016

Nell’ambito del panorama agricolo italiano continua a rivestire grande importanza il settore del florovivaismo, cresciuto negli anni grazie al particolare dinamismo che caratterizza il comparto, alla sua capacità di evoluzione in modo proporzionale alla crescita delle diverse economie internazionali, al continuo adeguamento tecnologico, alla scelta di investire in nuove tecniche di produzione ed alla particolare attenzione all’evoluzione estetico-qualitativa della domanda. In ogni Paese europeo e nei principali Paesi extraeuropei il vivaismo ornamentale italiano ha saputo imporsi per l’alta qualità e la tipicità delle produzioni di piante e di fiori. La possibilità di adattare le coltivazioni di molte produzioni alle diverse caratteristiche pedoclimatiche del Paese ha consentito di produrre una varietà di specie tutte di alta qualità e adattabilità ai climi e ai terreni di diversi paesi esteri ed ha favorito le esportazioni delle alberature in zolla o in vaso, delle piante aromatiche, degli agrumi, delle eccellenze del reciso e, in misura sempre maggiore, delle piante mediterranee in genere. Tutto quanto detto, vale ancor più se si focalizza l’attenzione sulla Toscana, da sempre regione leader a livello nazionale per quanto attiene al settore del vivaismo ornamentale.

ll contesto nazionale: il valore della produzione delle aziende florovivaistiche italiane rappresenta oltre il 5% (in contrazione in seguito alla crisi economica) della produzione agricola totale e deriva per il 50% dai comparti fiori e piante in vaso mentre, il restante 50% da piante, alberi e arbusti destinati al vivaismo. Secondo i dati dell’ultimo Censimento Istat, sono circa 14 mila le aziende di produzione che si dedicano ai fiori e piante in vaso e quasi 7.500 quelle attive nella produzione di piante per il vivaismo (escluse le giovani piantine); la dimensione media è decisamente più elevata nel caso del vivaismo (2,1 ha contro 0,9 ha di quella di fiori e piante in vaso). La superficie agricola destinata complessivamente al settore, quasi 29 mila ettari, è investita, per almeno il 70%, a piante in vaso e vivaismo. Le aziende che producono giovani piante floricole ornamentali sono 2 mila per una superficie complessiva di oltre 1500 ettari. Le regioni più vocate per i fiori recisi e le fronde sono la Liguria, la Toscana, il Lazio, la Campania, la Puglia e la Sicilia, mentre per le piante in vaso e da vivaio la produzione è distribuita su molte regioni. Tuttavia, vanno menzionate la Liguria per le piante aromatiche e alcune piante fiorite tipiche da esterno, il Piemonte per le piante acidofile, la Lombardia, oltre che per le acidofile anche per le latifoglie e le conifere, la Toscana per la vasta gamma di alberi e arbusti tra cui le conifere, gli alberi a foglia caduca e sempreverdi, gli alberi da frutta ornamentali, il Lazio per le piante mediterranee, la Sicilia per le piante mediterranee tra cui gli agrumi ornamentali, le piante grasse e le palme.

Il contesto europeo: l’Italia è ai primi posti della classifica per dimensione della superficie destinata al vivaismo e a coltivazioni di piante e fiori in genere: l’incidenza degli ettari investiti a florovivaismo è del 15% nel caso delle produzioni di fiori e piante in vaso e del 14% nel caso del vivaismo. L’Italia è inoltre un Paese esportatore netto di piante, alberi, arbusti e di fogliame e fronde; in particolare, tra i principali mercati di destinazione delle piante in vaso si annoverano la Germania, la Francia, i Paesi Bassi, la Gran Bretagna e il Belgio, mentre come Paese di destinazione per gli alberi e arbusti, oltre ai Paesi già citati, vanno aggiunti la Spagna, la Turchia e la Svizzera. Tra i Paesi importatori di fogliame spiccano, nell’ordine: i Paesi Bassi, la Germania e la Francia, mentre per l’import dei fiori recisi i Paesi Bassi rappresentano il primo sbocco di mercato. Il valore delle spedizioni totali del settore florovivaistico, pari al 25% del valore della complessiva produzione annua italiana, rappresenta oltre il 2% del totale delle esportazioni dell’agroalimentare.

 

La Toscana: è la Regione leader indiscussa in Italia per la quantità e qualità dei prodotti ornamentali. Il vivaismo ornamentale, che ha la sua culla nella piana Pistoiese, oggi rappresenta la punta di diamante del settore e si estende in altre aree della regione, quali le province di Grosseto e di Arezzo. In Toscana si possono trovare fiori e piante ornamentali provenienti da tutte le zone del mondo, da quelle tropicali coltivate in ambienti protetti a quelle dei climi freddi allevate nelle zone più interne e sulla montagna appenninica, a quelle tipiche del clima mediterraneo nelle aziende situate nella parte costiera e in quella meridionale. Il florovivaismo toscano può così soddisfare una domanda estremamente diversificata del consumatore, dalle grandi alberature agli arbusti alle piante in vaso, fiorite e non, alle specie da fiore e da fronda recisa. Oggi la realtà florovivaistica toscana ha riunito tutte le sue componenti essenziali in due distretti rurali riconosciuti ufficialmente dalla Regione Toscana: il distretto vivaistico ornamentale di Pistoia e il distretto floricolo interprovinciale Lucca-Pistoia.

Il Distretto vivaistico di Pistoia si caratterizza, oltre che per standard qualitativi elevatissimi nelle piante da esterno in vaso e in zolla, anche per molte produzioni tipiche che traggono la loro origine nella tradizione delle Fattorie Rinascimentali Toscane, come ad esempio la coltivazione in vaso di agrumi, la produzione di olivi a duplice attitudine, la coltivazione di molte specie esotiche, come le palme, e l'arte topiaria che consente di ottenere piante dalle forme più varie per l'arredo dei giardini classici. Il Distretto floricolo interprovinciale Lucca-Pistoia unisce produzioni molto diversificate, dal fiore e fronda recisa alle piante da fiore in vaso da interno, da balcone, da giardino e abbraccia zone tradizionalmente dedite alla floricoltura: la Versilia, la Valdinievole, la Piana di Lucca.

Accanto a queste due grandi realtà il territorio regionale è disseminato di comprensori ornamentali caratterizzati spesso da particolarità di vario tipo: dalla più grande struttura serricola riscaldata ad energia geotermica (Amiata senese) alle produzioni di essenze tipiche dei climi secchi (Maremma) alle piante australiane in vaso (costa livornese) senza dimenticare le piccole realtà delle azalee (Media Valle del serchio), delle camelie (Colle di Compito), delle rose da giardino, spesso legate a collezioni monotematiche di rilevanza continentale.

La Toscana, con il 15% della plv (produzione lorda vendibile) florovivaistica nazionale, risulta essere la prima regione d'Italia per la produzione complessiva di fiori e piante ornamentali. Il florovivaismo rappresenta circa il 30% della plv dell'intero settore agricolo della Toscana, con una superficie di 7.457 ettari, ripartiti tra vivaismo (6.407 ha) e floricoltura (1.050 ha).

L'attività vivaistica ornamentale è concentrata nella Valle dell'Ombrone Pistoiese e interessa oltre 5.200 ettari, 1.500 aziende ed oltre 5.500 addetti diretti. Le tipologie produttive realizzate dal comparto sono diversificate: conifere, alberi ornamentali a foglia caduca, arbusti a foglia caduca rampicante ed altri arbusti, rose e categorie particolari come le palme e le acidofile: camelie, azalee e rododendri. Tra queste, le conifere occupano senz'altro un posto di primo piano fra le piante arboree ornamentali. La produzione è ripartita in: 1.420 ha. alberi a foglia caduca; 1.350 ha. Conifere; 1.600 ha. alberi e arbusti sempreverdi; 100 ha. rose; 380 ha. rampicanti; 350 ha. alberi a foglia caduca.

L'attività floricola è più dispersa sul territorio regionale ma offre tutte le tipologie commerciali di prodotti ornamentali: fiori recisi (Lilium, crisantemi, gerbere), fronde recise (Ruscus, Eucaliptus), piante verdi in vaso, piante fiorite (Stelle di Natale, Gerani, crisantemi), acidofile (azalea, camelia, ortensia).

La Toscana, in forza di questa grande tradizione nel settore ornamentale riveste una posizione di rilievo anche a livello europeo, contribuendo per il 6% alla formazione della produzione florovivaistica complessiva dell'Unione.

Di rilevante interesse appare l’analisi compiuta nell’ambito dell’ultimo censimento agricolo dall’ISTAT (2010), che ha consentito di delineare un quadro aggiornato di quella che è la consistenza del comparto vivaistico nel nostro Paese. Da questa corposa analisi sono state estrapolate due tabelle, la prima riferita alla consistenza territoriale del vivaismo in rapporto alla SAU nelle varie regioni. Da questa tabella emerge ancora una volta la grande rilevanza che questo particolare settore produttivo riveste nella nostra regione in confronto alla situazione delle altre regioni. La seconda tabella, più dettagliata, consente di evidenziare i comuni che, in ambito regionale, forniscono il maggiore contributo (in termini di superficie) alla produzione vivaistica. Da questa seconda tabella emerge ancora una volta la grande forza del distretto vivaistico-ornamentale pistoeise, che comprende i comuni di Pistoia, Agliana, Montale, Quarrata, Serravalle pistoiese.  Rilevante, malgrado una crisi profonda del settore produttivo floricolo, la presenza di aziende nel comune di Pescia, così come a Montevarchi e a Castiglion Fiorentino per la provincia di Arezzo; la provincia di Firenze evidenzia una certa presenza vivaistica nei soli comuni di Firenze e Fucecchio.

 

 

Superficie (ha) destinata alla agricoltura, alla coltivazione di fiori e al vivaismo da esterno nelle varie Regioni italiane

Regione

SAU totale (ha)

fiori e piante ornamentali (ha)

vivai (ha)

Abruzzo

453.628,92

151,00

174,15

Basilicata

519.127,33

153,64

163,04

Calabria

549.253,64

329,96

217,71

Campania

549.532,48

1.010,37

460,64

Emilia-Romagna

1.064.213,79

452,53

2.301,48

Friuli-Venezia Giulia

218.443,45

168,45

2.499,32

Lazio

638.601,83

1.152,18

581,75

Liguria

43.783,98

2.673,03

93,62

Lombardia

986.825,52

1.274,81

4.257,55

Marche

471.827,67

146,05

1.021,70

Molise

197.516,58

8,70

72,02

Piemonte

1.010.779,67

537,61

2.555,32

Puglia

1.285.289,90

863,32

1.356,96

Sardegna

1.153.690,55

280,12

291,59

Sicilia

1.387.520,77

1.448,96

1.323,33

Toscana

754.344,83

1.284,71

5.809,17

Trentino Alto Adige / Südtirol

377.754,57

76,58

510,47

Umbria

326.876,72

52,63

425,17

Valle d'Aosta / Vallée d'Aoste

55.595,65

5,38

7,96

Veneto

811.439,97

654,18

3.454,25

Italia

12.856.047,82

12.724,21

27.577,20

 

 

Numero di aziende per comune (esclusi i comuni con aziende totali con vivai <3)

Provincia

Comune

aziende tot.  con vivai

aziende con vivai frutt.

aziende con vivai piante ornam.

LU

Altopascio

6

0

6

LU

Capannori

19

3

17

LU

Lucca

10

8

4

LU

Molazzana

3

2

3

LU

Montecarlo

10

4

6

LU

Pescaglia

3

1

1

LU

Pietrasanta

3

1

2

PT

Agliana

34

0

34

PT

Buggiano

4

0

2

PT

Larciano

8

2

8

PT

Marliana

12

1

11

PT

Monsummano Terme

4

0

4

PT

Montale

7

0

7

PT

Montecatini-Terme

3

1

1

PT

Pescia

51

18

33

PT

Pieve a Nievole

11

2

10

PT

Pistoia

899

41

884

PT

Piteglio

5

1

4

PT

Ponte Buggianese

8

1

8

PT

Quarrata

85

6

82

PT

Serravalle Pistoiese

111

1

110

PT

Uzzano

9

3

5

PT

Chiesina Uzzanese

4

0

2

FI

Bagno a Ripoli

6

2

3

FI

Barberino di Mugello

3

0

2

FI

Borgo San Lorenzo

6

4

3

FI

Campi Bisenzio

6

0

6

FI

Castelfiorentino

8

2

3

FI

Cerreto Guidi

3

2

1

FI

Certaldo

5

0

1

FI

Empoli

5

0

5

FI

Firenze

19

1

16

FI

Fucecchio

15

0

12

FI

Gambassi Terme

3

1

2

FI

Greve in Chianti

3

1

1

FI

Lastra a Signa

5

1

0

FI

Montespertoli

5

0

3

FI

Pontassieve

3

0

1

FI

San Casciano in Val di Pesa

4

0

2

LI

Campiglia Marittima

7

3

7

LI

Castagneto Carducci

11

1

11

LI

Cecina

6

2

5

LI

Piombino

3

0

3

LI

Portoferraio

5

2

5

LI

Rosignano Marittimo

7

0

6

PI

Cascina

9

3

4

PI

Crespina

17

0

1

PI

Fauglia

6

0

0

PI

Lari

8

1

2

PI

Pisa

7

2

4

PI

Pontedera

3

1

2

PI

San Giuliano Terme

10

2

10

PI

San Miniato

6

1

6

PI

Terricciola

4

1

2

AR

Arezzo

20

2

18

AR

Bucine

3

1

2

AR

Castiglion Fiorentino

41

2

34

AR

Cortona

18

2

14

AR

Loro Ciuffenna

4

1

2

AR

Montevarchi

24

7

21

AR

Poppi

6

3

3

AR

Sansepolcro

4

3

2

AR

Terranuova Bracciolini

4

1

4

SI

Castelnuovo Berardenga

3

1

0

SI

Chiusi

5

0

4

SI

Montepulciano

3

1

2

SI

Murlo

3

0

0

SI

Rapolano Terme

4

1

1

SI

San Gimignano

3

0

2

SI

Siena

7

2

6

SI

Torrita di Siena

7

2

2

GR

Capalbio

6

0

3

GR

Castiglione della Pescaia

5

0

4

GR

Grosseto

27

4

21

GR

Manciano

26

8

15

GR

Massa Marittima

3

1

1

GR

Orbetello

20

1

15

GR

Pitigliano

7

1

3

GR

Roccastrada

10

2

9

GR

Scarlino

4

0

3

GR

Seggiano

6

0

0

PO

Carmignano

8

3

4

PO

Prato

13

5

10

 

Totale

1832

183

1578

 

Per quanto riguarda la specifica condizione del Distretto vivaistico-ornamentale della provincia di Pistoia (vedi figura sotto), è sufficiente una analisi neanche troppo approfondita per fare emergere luci e ombre di questo distretto produttivo, unico nel suo genere in Italia, per dimensioni e caratteristiche produttive. Indubbiamente il tessuto produttivo ha risentito della crisi, durissima, che è esplosa nel 2009/2010 e che soltanto nell’ultimo anno sembra essere compensata da timidi segnali di ripresa. Molte piccole ed alcune medie aziende hanno chiuso o sono state assorbite da altre aziende, in una logica di riassetto del comparto spesso dolorosa ma anche, in ultima analisi, necessaria per un rilancio atteso ormai da molto tempo. In questa ottica si colloca l’azione del Corso di Laurea in Scienze Vivaistiche, Ambiente e gestione del Verde, rispondendo a una richiesta di professionalizzare un settore vastissimo nel quale figura non solo la produzione vivaistica, ma anche la conoscenza approfondita del materiale vegetale, la sua gestione, per arrivare alle scelte tecniche, all’uso ed alla manutenzione della fascia di produzione destinata al verde. In questa ottica si devono preparare tecnici fortemente specializzati, in grado non solo di gestire modelli produttivi avanzati nel vivaio, ma anche di affrontare gli aspetti relativi alla utilizzazione del prodotto, quale, ad esempio, la gestione del verde per l’ambiente urbano e periurbano, per non dire della esigenza di rispondere a nuove esigenze, quali quelle scaturite da una attenzione, molto aumentata, nei riguardi delle questioni ambientali. 

 

 

 
ultimo aggiornamento: 06-Apr-2016
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